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Coronavirus, Turchia rimpatria 60 mila cittadini per Ramadan

Ankara si sta impegnando per i cittadini all'estero. KEYSTONE/EPA/AYTUG CAN SENCAR HANDOUT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 aprile 2020 - 10:45
(Keystone-ATS)

Sono oltre 60 mila i cittadini rimpatriati nell'ultima settimana dalla Turchia nell'ambito dell'emergenza coronavirus in occasione del mese sacro islamico di Ramadan, iniziato venerdì.

Secondo quanto riferito dal ministro degli esteri Mevlut Cavusoglu, gli stessi collegamenti aerei hanno permesso a quasi 20 mila stranieri rimasti bloccati di tornare nei Paesi da cui avvenivano i rimpatri.

Tra i turchi riportati a casa c'è anche un cittadino che risiedeva in Svezia, Emrullah Gulusken, riportato ad Ankara con un aereo ambulanza in biocontenimento insieme alla famiglia dopo che la figlia Leila aveva lanciato un appello sui social media, sostenendo che l'uomo era risultato positivo al Covid-19 ma le autorità sanitarie svedesi gli avrebbero negato le cure. La ragazza è stata poi contattata telefonicamente dal presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha sottolineato l'impegno dello Stato a non "lasciare mai soli" i propri cittadini.

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