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Coronavirus: un mese di lockdown, effetti su corpo e psiche

Tristezza e insoddisfazione sono tra gli effetti del Lockdown prolungato. KEYSTONE/AP/BERNAT ARMANGUE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 aprile 2020 - 12:29
(Keystone-ATS)

Un mese di lockdown può compromettere la salute mentale e fisica delle persone costrette a casa per cercare di frenare il virus. Lo suggeriscono i risultati preliminari di uno studio sulla quarantena in 64 città cinesi.

L'indagine è stata condotta da esperti delle Università di Adelaide, di Tongji e di Sydney, pubblicato sulla rivista Psychiatry Research.

Diretto da Stephen Zhang dell'ateneo australiano di Adelaide, il lavoro ha coinvolto 369 persone studiando su di loro gli effetti di un mese di quarantena (a febbraio scorso in Cina). Di tutto il campione oltre un individuo su quattro ha continuato a recarsi in ufficio, il 38% è passato allo smart-working e uno su 4, il 25%, ha dovuto smettere di lavorare a causa della quarantena.

È emerso che i livelli di soddisfazione generale, quindi la qualità di vita, nonché il livello di salute fisica e mentale si abbassano considerevolmente con un mese di 'io resto a casa'. Quelli più a rischio di risentire della quarantena sono risultati gli adulti con pregressi problemi di salute (ad esempio malattie croniche come il diabete) e coloro che hanno dovuto smettere di lavorare come conseguenza del lockdown.

Inoltre, è emerso che, inaspettatamente, i meno soddisfatti della loro vita durante il lockdown sono risultati I più fisicamente attivi, risultato che secondo i ricercatori sarà necessario verificare in ulteriori studi.

"Ci aspettavamo che gli adulti che hanno dovuto smettere di lavorare ne avrebbero risentito in termini di salute fisica e mentale, nonché forte stress - ha sottolineato il o-autore dello studio Andreas Rauch dell'università di Sidney. Il lavoro aiuta le persone a trovare un senso alla propria vita e offre loro anche una routine quotidiana, particolarmente importante durante la pandemia globale", ha concluso.

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