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Coronavirus: Unia chiede blocco attività in Svizzera

Vania Alleva chiede lo stop dell'economia, ma gli imprenditori nicchiano. KEYSTONE/MARCEL BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 marzo 2020 - 14:08
(Keystone-ATS)

Le misure igieniche e di distanziamento sociale stabilite dal Consiglio federale per le imprese non vengono applicate dappertutto con sistematicità.

Per questo, il maggior sindacato elvetico, Unia, chiede la cessazione dell'attività economica per far fronte alla pandemia di coronavirus.

È quanto affermato dalla presidente di Unia, Vania Alleva, in un'intervista pubblicata oggi dal "Blick". Secondo la sindacalista, in questa situazione straordinaria il regime imposto alle aziende dal Governo quale condizione per continuare a lavorare non viene applicato e i controlli da parte dei Cantoni sono lacunosi.

A suo dire, nel decidere di fermare tutto il Canton Ticino ha fatto la cosa giusta. "Si tratta di un passo logico", ha sostenuto Alleva dalle colonne del quotidiano svizzerotedesco. Ogni giorno che passa peggiora la situazione. L'esempio dell'Italia e di New York dimostrano che decisioni rapide in tal senso sono "ampiamente accettate". I lavoratori, secondo la presidente di Unia, "hanno paura".

Alleva chiede anche migliore protezione per quelle persone attive in settori vitali, come quello sanitario, dell'approvvigionamento in derrate alimentari o delle infrastrutture. Non possiamo permetterci che il personale operante in questi settori venga a mancare, secondo Alleva. "Anche loro hanno paura per la loro stessa esistenza e per la loro salute", ha sottolineato.

Alleva ha anche sostenuto che i 42 miliardi messi a disposizione dell'economia da parte del Consiglio federale "non basteranno". A suo parere ci vorranno più soldi per colmare le perdite di salario e per rilanciare l'economia una volta passata la crisi. Per Unia è tuttavia chiaro che la protezione della popolazione è prioritaria in questo momento e che tutto ciò "costerà un bel po' di soldi".

Stando ad Alleva, i datori di lavoro in Ticino, ma anche a Vaud e Ginevra, sostengono lo stop alle attività chieste dai rispetti governo cantonali.

Imprenditori contrari

Valentin Vogt, presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI), ha messo in guardia invece dalle conseguenze di una sospensione totale delle attività economiche e dalle sue drastiche conseguenze.

La catena produttiva va assolutamente preservata, ha spiegato allo stesso giornale. Uno "shutdown" avrebbe a suo avviso conseguenze imprevedibili sull'approvvigionamento del Paese. "Sarebbe un esperimento pericoloso per la Svizzera", ha specificato Vogt al quotidiano, "con danni enormi e nessun effetto sul pericolo di infettarsi".

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