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Coronavirus, visiere in plastica non sufficienti

La visiera non è abbastanza per evitare il virus. sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 14 luglio 2020 - 09:48
(Keystone-ATS)

Le visiere in plastica non forniscono una protezione affidabile contro il contagio da coronavirus.

La messa in guardia giunge oggi dal medico cantonale grigionese Marina Jamnicki, che constatando un aumento delle persone infette invita a non abbassare la guardia e raccomanda "con insistenza" di rispettare rigorosamente le regole in materia di distanziamento e igiene.

Il numero dei contagiati è salito, constata la funzionaria cantonale in un comunicato odierno dell'Ufficio dell'igiene pubblica. La sera di domenica 12 luglio 10 persone si trovavano in isolamento, mentre 136 erano in quarantena. I ricoverati all'ospedale sono 2.

Il tracciamento dei contatti funziona. Dall'analisi dei casi e delle vie di trasmissione è emerso che le visiere in plastica utilizzate soprattutto nel settore della ristorazione non offrono una protezione sufficiente. Per tale ragione il medico cantonale sconsiglia di utilizzare esclusivamente questi dispositivi, che a suo avviso trasmettono una sensazione illusoria di sicurezza. Se non è possibile rispettare la distanza di un metro e mezzo, è raccomandabile utilizzare mascherine facciali, oppure adottare altre misure idonee. Agli esercizi che finora si sono affidati alla protezione fornita da visiere in plastica l'autorità raccomanda di rivedere i propri piani di protezione.

L'obiettivo consiste nell'evitare, per quanto possibile, ulteriori provvedimenti incisivi, che avrebbero gravi conseguenze per l'economia, in particolare nel settore turistico, sottolinea Jamnicki. La popolazione e le imprese sono quindi invitate a rispettare le direttive, in particolare mantenendo la distanza di un metro e mezzo, indossando la mascherina sui mezzi pubblici e seguendo le norme generali d'igiene. Occorre inoltre non partecipare ad assembramenti di persone, soprattutto in spazi chiusi.

Per poter evitare provvedimenti aggiuntivi bisogna interrompere le catene di contagio il più rapidamente possibile, attraverso il tracciamento dei contatti e il regime di quarantena per le persone entrate in contatto con persone risultate positive, sottolinea la dottoressa. Finora questi provvedimenti si sono rivelati validi: tuttavia l'Ufficio dell'igiene pubblica fa appello alla responsabilità individuale. Alle imprese viene raccomandato di riesaminare i loro piani di protezione su base continua e, ove necessario, di adeguarli alle circostanze.

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