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Coronavirus: ZH, Unia chiede chiusura cantieri

Situazione a rischio sui cantieri zurighesi: gli operai edili ne chiedono la chiusura. Unia sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2020 - 10:05
(Keystone-ATS)

Bagni intasati, nessun disinfettante e baracche sovraffollate: questa la realtà sui cantieri di Zurigo, denuncia il sindacato Unia. I lavoratori edili non vogliono più accettare questi inutili rischi e chiedono al governo cantonale di chiudere i cantieri.

Dall'annuncio delle misure d'emergenza decise dal Consiglio federale, la sezione Unia di Zurigo e Sciaffusa è sommersa dalle richieste di aiuto dei lavoratori edili, scrive il sindacato in una nota.

I lavoratori si lamentano delle massicce violazioni delle misure di protezione dal virus sui cantieri e temono l'imminente perdita di reddito. Con una petizione online, via SMS e telefonica, gli operai edili di Zurigo chiedono al governo cantonale di interrompere i cantieri e di garantire la continuità del pagamento del salario.

Che si tratti del cantiere della nuova linea di tram della Limmattalbahn, del nuovo stadio di hockey, della ristrutturazione del Kongresshaus, dell'ampliamento del Kunsthaus o del cantiere dell'ospedale pediatrico, la situazione è la medesima ovunque, sottolinea il sindacato.

I lavoratori edili sono esposti a un pericolo costante. Nelle baracche strette possono solo sedersi vicini; i lavori che non consentono la distanza necessaria devono comunque essere eseguiti. E mancano i servizi igienici e i disinfettanti. Questa condizione non è più sostenibile.

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