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Coronavirus in acque reflue, utilizzabile per anticipare diffusione

Le analisi delle acque reflue potrebbero aiutare ad anticipare per tempo l'evoluzione dell'epidemia di coronavirus. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2020 - 10:15
(Keystone-ATS)

Ricercatori dei Politecnici federali di Losanna (EPFL) e Zurigo (ETH) sono riusciti a rintracciare il coronavirus nelle acque reflue, anche quando era presente in piccolissime quantità. La cosa non mette in pericolo l'acqua potabile, ma permette interventi importanti.

Le squadre delle due Alte scuole stanno ora cercando di ottimizzare il sistema di individuazione del virus, si legge in un comunicato odierno. Con analisi rapide ed efficaci si potrà scoprire la sua presenza una settimana prima rispetto ai test clinici sui pazienti, un'arma utilissima durante il deconfinamento.

A Lugano, Losanna e Zurigo sono state analizzate la acque di scarico e, nel caso di Lugano e Zurigo, prelievi sono stati effettuati già a fine febbraio, in concomitanza dei primi casi. In tutti i campioni i ricercatori sono riusciti a scovare il virus.

Nei campioni prelevati più di recente i valori erano talmente alti da far risultare i test molto semplici. Più difficile la situazione in febbraio: "Siamo rimasti sorpresi di essere riusciti a individuare segnali del virus nelle acque reflue anche quando a Lugano si era registrato un solo caso ufficiale e a Zurigo sei", ha detto Tamar Kohn dell'EPFL, citata nella nota.

Nessun pericolo

I ricercatori ne approfittano ancora una volta per rassicurare la popolazione: il virus non si diffonde attraverso l'acqua e quella potabile in Svizzera possiede qualità igieniche eccezionali. Può quindi essere bevuta senza problemi anche durante la pandemia.

Già l'Ufficio federale dell'ambiente aveva sottolineato che l'acqua non rappresentava un pericolo, poiché il virus vi sopravvive solo poco tempo. Per questo motivo, nemmeno un contagio facendo il bagno in fiumi o laghi è probabile.

Prevenzione

Ad oggi i test effettuati potranno essere utilizzati soprattutto per ricostruire in seconda battuta la curva del virus, ma ci vorranno ancora settimane per completare le analisi.

Lo scopo vero è però la prevenzione e l'individuazione rapida dell'epidemia. Analizzando circa 20 impianti di depurazione ben distribuiti sul territorio, è possibile tenere sotto controllo gli scarichi di 2,5 milioni di persone.

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