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Il 12% delle aziende elvetiche interrogate nell'ambito di un sondaggio ritiene che nei rapporti commerciali la corruzione sia ampiamente diffusa in Svizzera e il 22% è convinto che le imprese presentino i loro risultati finanziari in modo migliore di quanto non siano.

È quanto rivela uno studio condotto a livello internazionale dalla società di consulenza Ernst & Young (EY). Sono state interpellate 3800 società in 38 paesi di Europa, Medio Oriente, India e Africa, 100 delle quali in Svizzera.

Nella Confederazione la quota che considera diffusa la corruzione è comunque assai inferiore a quella registrata dalle altre nazioni: in Germania raggiunge il 26%, in Francia il 29%, in Russia il 60%, in Italia il 67%, in Slovenia l'87% e in Croazia il 92%. Un risultato migliore della Svizzera viene ottenuto solo da Danimarca (4%), Svezia (10%) e Finlandia (11%).

Altri dettagli: solo il 20% del campione elvetico considera molto elevati gli standard etici alla base dell'attività della propria azienda. E il 17% si dice pronto a "oliare" una controparte mettendo a disposizione "prestazioni di svago", se questo dovesse permettere di evitare il tracollo della propria ditta; nello stesso ambito il 12% è pronto a pagamenti in contanti e l'11% a regali personali.

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SDA-ATS