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Il riciclaggio di denaro, e la corruzione ad esso associata, sono stati tra i fenomeni che più hanno sollecitato le autorità elvetiche nel 2015. Lo indica il bilancio annuale dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol).

Il documento si sottolinea anche il grande lavoro svolto per contrastare il terrorismo e il suo finanziamento, come anche la criminalità che viaggia sulla rete.

Durante l'anno in rassegna, ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa il responsabile della protezione dei dati René Bühler, l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) ha registrato 2367 segnalazioni, provenienti perlopiù dalle banche, di sospetto riciclaggio di denaro (+35%), per una somma di 4,8 miliardi di franchi (+44,5%).

Corruzione, un fenomeno in crescita

Fatto del tutto inedito finora, nel 2015 il motivo invocato più di frequente in relazione al riciclaggio riguardava la corruzione, un fenomeno molto mediatizzato nel periodo in rassegna, ha aggiunto Bühler, facendo riferimento allo scandalo Petrobras in Brasile con ramificazioni in Svizzera (scandalo che ha scosso il mondo politico locale, non risparmiando nemmeno la presidente Dilma Rousseff, n.d.r.). Nel 2014, i casi di corruzione erano già il doppio rispetto all'anno precedente.

La corruzione ha quindi superato i casi di truffa riguardanti il "phishing" (142 comunicazioni, +38 casi rispetto al 2014). Quest'ultimo fenomeno consiste nell'usurpare l'identità di una persona mediante mail o pagine Internet farlocche per svuotarne poi con comodo il conto bancario.

Per riciclare in seguito il denaro così racimolato, i criminali si servono di persone compiacenti, sovente in difficoltà economiche, che mettono a disposizione un conto. Queste ultime, previo pagamento di una percentuale, "girano" la somma in questione (qualche migliaio di franchi) per posta o attraverso un'agenzia di trasferimento di denaro a un complice del pirata informatico.

Criminalità sul web sempre più sofisticata

A proposito della criminalità sul web, l'anno scorso sono giunte 11'575 mila segnalazioni, ha sostenuto Hans-Ruedi Fluri della polizia giudiziaria federale, spiegando l'incremento rispetto al 2014 (10'214) con la maggiore sensibilità della popolazione a questo fenomeno.

Facendo riferimento al "phishing", le pagine web e le mail taroccate sono sempre più difficili da distinguere dalle originali. Ci sono truffatori, ha detto, in grado di imitare lo stile di scrittura di un direttore di banca.

Basta quindi una disattenzione, un "click" su un link all'apparenza innocuo, per consentire ai malintenzionati di sottrarre dati e password dell'ignara vittima. Coloro che si specializzano in questo tipo di truffa si "ritrovano" nel web sommerso o in speciali forum per scambiarsi dati e informazioni.

Terrorismo nel mirino

Il rapporto di Fedpol dedica ampio spazio al terrorismo. Sia Hans-Ruedi Fluri che la direttrice di Fedpol Nicoletta della Valle hanno sottolineato l'importanza della cooperazione tra le varie istanze elvetiche (Task force TETRA) che si occupano del fenomeno come anche a livello internazionale.

"Tetra ci ha permesso di migliorare, grazie alle riunioni settimanali e al continuo scambio di informazioni, l'efficienza nel contrasto all'islamismo radicale", ha dichiarato Nicoletta della Valle. "Sono finiti i tempi di quando ognuno pensava solo per sé", ha aggiunto, spiegando l'importanza di saper anticipare gli eventi e fissare priorità.

La cooperazione interna e internazionale (per esempio con l'FBI americana) ci ha permesso di individuare 400 persone sospette di cui una settantina partite per combattere con lo Stato islamico, ha dichiarato Fluri, precisando che al momento sono stati aperti una sessantina di procedimenti.

La cooperazione internazionale, ha affermato, è indispensabile poiché le indagini sul terrorismo sono molto complesse, vista anche l'enorme mole di dati da analizzare, come nel caso dei 4 Iracheni - di cui tre condannati - comparsi di recente davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona.

Schengen indispensabile per lotta a criminalità

Dal canto suo, Olivier Pecorini - responsabile della cooperazione internazionale di polizia - ha sottolineato l'importanza di Schengen e della banca dati SIS per un efficace contrasto della criminalità transfrontaliera, e non solo del terrorismo.

"Per noi poliziotti Schengen ha significato un grande progresso", ha dichiarato, sottolineando l'importanza della cooperazione sia con Europol e Interpol, sia a livello bilaterale mediante accordi ad hoc.

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SDA-ATS