Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso di quattro giornalisti della televisione svizzerotedesca SRF condannati per un servizio di "Kassensturz" che metteva alla berlina i modi poco professionali degli agenti assicurativi tramite una telecamera nascosta. Strasburgo ritiene che la giustizia elvetica abbia violato il loro diritto alla libertà di espressione.

Nell'ambito di un'edizione di "Kassensturz" del 2003, i redattori avevano registrato clandestinamente una conversazione di un broker che proponeva la conclusione di un contratto per un'assicurazione vita. Lo scopo della trasmissione era di smascherare la scarsa professionalità di taluni consulenti.

Il Tribunale cantonale zurighese aveva stabilito che non vi era un interesse pubblico che giustificasse le riprese con una telecamera nascosta e aveva condannato i quattro - tra cui l'ex capo redattore dell'allora SF DRS Ueli Haldimann - a pene comprese fra le 5 e le 15 aliquote giornaliere. Nell'ottobre 2008, il Tribunale federale (TF) aveva confermato la condanna. La tv svizzerotedesca aveva quindi interposto ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Nella loro sentenza, i giudici i Strasburgo hanno evidenziato il ruolo essenziale svolto dai media in una società democratica. La Corte ha sottolineato che la trasmissione in questione non intendeva criticare personalmente l'agente assicurativo, ma denunciare talune pratiche commerciali. Secondo Strasburgo, durante la diffusione della registrazione il volto dell'uomo era inoltre stato reso irriconoscibile e la voce era stata modificata.

In considerazione di queste circostanze la "violazione della sfera segreta o privata mediante presa di immagini" non era di una gravità tale da occultare l'interesse pubblico all'informazione. Di conseguenza, secondo la Corte, la condanna dei quattro giornalisti ha violato l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani, che protegge il diritto alla libertà di espressione.

SRF soddisfatta

La SRF ha preso atto con grande soddisfazione della decisione di Strasburgo, che ha dato ragione ai giornalisti di "Kassensturz", ha indicato in una nota il capo redattore Tristan Brenn.

"Qualora vi fosse di nuovo un interesse pubblico tale da giustificare le riprese con una telecamera nascosta, ci avvaleremo nuovamente di questa possibilità", ha aggiunto Brenn.

(Sentenza 21830/09)

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS