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La corte europea dei diritti umani.

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha respinto il ricorso di un Eritreo colpito da una misura di espulsione dopo che gli era stato negato l'asilo in Svizzera. Il giovane denunciava una violazione del divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti.

L'Eritreo oggi 27enne spiegava di aver disertato e di essere poi evaso di prigione in patria prima di fuggire all'estero e chiedere asilo in Svizzera nel giugno 2014. Se fosse rimandato in Eritrea - sostiene - rischierebbe di essere costretto ad assolvere il servizio militare di una durata indeterminata.

Secondo la CEDU, il ricorrente non ha dimostrato a sufficienza il rischio di essere sottoposto a tortura o maltrattamenti una volta rientrato in patria. La Corte si riferisce in particolare alla sentenza del Tribunale amministrativo federale, che nel maggio 2016 aveva confermato il "no" di Berna alla sua richiesta d'asilo dopo aver riscontrato incoerenze nelle ragioni da lui indicate per giustificare la partenza dall'Eritrea.

La CEDU consiglia comunque alla Svizzera di aspettare ancora prima di espellere l'eritreo. Questi può ancora ricorrere contro la decisione alla Grande Camera della Corte di Strasburgo.

SDA-ATS

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