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La Corte federale di Karlsruhe deciderà se scarcerare la presunta spia svizzera

Keystone/DPA dpa/A3386/_ULI DECK

(sda-ats)

Il caso del 54enne svizzero Daniel M. in carcere in Germania da fine aprile per spionaggio potrebbe avere una svolta: oggi la Corte federale di giustizia (Bundesgerichtshof) di Karlsruhe (D) sta infatti esaminando la possibilità di un suo rilascio.

La verifica da parte delle autorità giudiziarie tedesche è ancora in corso, ha detto un portavoce del ministero pubblico di Karlsruhe all'ats.

Daniel M., ex dipendente della polizia comunale di Zurigo e del servizio di sicurezza dell'UBS, era stato arrestato lo scorso 28 aprile a Francoforte con l'accusa di spionaggio a favore di una potenza straniera, nella fattispecie la Svizzera. Egli avrebbe cercato illecitamente, per conto dell'intelligence elvetico SIC, informazioni sulle indagini avviate dal fisco del Nordreno-Vestfalia, eventualmente anche corrompendo qualcuno nell'amministrazione fiscale del Land. Questa aveva tra l'altro acquistato CD di dati bancari svizzeri rubati per identificare possibili evasori fiscali tedeschi.

Secondo le indicazioni fornite dagli inquirenti tedeschi, a Daniel M. il SIC avrebbe promesso, per il suo lavoro, un onorario di complessivi 90'000 euro. Due rate di 30'000 euro ciascuna sarebbero già state versate allo svizzero.

Sempre secondo le autorità inquirenti tedesche, le informazioni fornite da Daniel M. sarebbero anche servite al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per spiccare nel 2012 un mandato d'arresto contro tre funzionari del fisco d'oltre Reno che avrebbero partecipato alla transazione per ottenere un CD con dati del Credit Suisse. Cosa che la Procura federale ha recisamente negato. Anche l'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico (AV-MPC) è giunta a metà maggio alla conclusione che quest'ultimo ha agito in modo autonomo, senza la partecipazione del SIC.

Una settimana fa gli avvocati del 54enne svizzero hanno chiesto la revoca dell'arresto e il rilascio immediato del loro cliente. Poiché - hanno affermato - ha certo "svolto piccole missioni" per conto del servizio segreto elvetico, ma non quella di reclutare una "talpa" in seno al fisco del Land Nordreno-Vestfalia. L'accusato ha svolto compiti affidatigli dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ma questi erano di "importanza piuttosto secondaria", avevano fatto sapere i difensori.

Secondo questi ultimi, per le sue mansioni il SIC ha pagato a Daniel M. "di tanto in tanto somme di denaro a quattro cifre". Lo svizzero non doveva però ottenere informazioni "di rilievo" contrarie agli interessi tedeschi.

Contro Daniel M. è in corso anche in Svizzera, dal gennaio 2015, un procedimento penale, aperto dalla stessa Procura federale con l'accusa di spionaggio economico e altri reati: l'uomo avrebbe fornito dati bancari rubati (poi rivelatisi falsi) riguardanti potenziali evasori fiscali tedeschi a Werner Mauss, noto investigatore privato e collaboratore dei servizi segreti tedeschi.

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SDA-ATS