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Nella Costa azzurra, devastata dalle inondazioni, le persone colpite proseguono il faticoso lavoro di sgombero e pulizia delle abitazioni allagate. Il diluvio e il fiume di fango hanno provocato la morte di 17 persone nella notte fra sabato e domenica.

Non si perde la speranza di ritrovare i quattro dispersi: uno a Antibes, due a Cannes e uno a Mandelieu-la-Napoule. Di loro non ci sono ancora tracce ma le ricerche non sono state interrotte neppure durante la notte.

Restano prive di elettricità ancora 5000 abitazioni della regione Alpi Marittime mentre arrivano le prime stime dei danni: secondo Eric Ciotti, presidente del Dipartimento Alpi Marittime, si tratta di almeno 500 milioni.

Lo stesso Ciotti ha lanciato la polemica sull'allerta "arancio" che è stata lanciata dalle autorità alla vigilia dell'inondazione. Si tratta del secondo livello di gravità e, secondo lui sarebbe stato meglio decretare l'allerta rossa: "di quelle 'arancio' ce ne sono state diverse decine dall'inizio dell'estate, la gente la considera banale. La gradazione dei diversi livelli deve essere rivista".

Intanto, il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha dichiarato ai microfoni di Europe 1 che "non si può stabilire un legame diretto fra il riscaldamento climatico e un fenomeno particolare. È vero solo che con il riscaldamento i fenomeni sono più violenti".

Dei 9 "sciacalli" arrestati ieri dopo gli atti di saccheggio nella notte fra sabato e domenica a Cannes, due sono stati denunciati. Gli altri restano comunque in stato di fermo, ha precisato il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve.

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SDA-ATS