Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Alassane Outtara, il presidente della Costa d'Avorio (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA/EMMA FOSTER/POOL

(sda-ats)

Il presidente della Costa d'Avorio Alassane Ouattara, ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con i reparti militari che si sono ammutinati per stipendi non pagati.

"Posso confermare il mio intendimento di prendere in considerazione le richieste sui bonus e sul miglioramento delle condizioni di vita dei soldati" ha detto Ouattara. Il movimento di rivolta è partito da Bouakè, città nel centro del Paese già 'capitale' della rivolta contro il governo centrale, che portò alla guerra civile tra il 2002 e il 2010. Notizie di sollevamenti da parte di militari sono giunte anche dai centri di Daloa e di Korhogo, quest'ultimo nel nord del Paese.

Testimoni hanno riferito ieri di colpi d'armi pesanti e di assalti ai commissariati di polizia. La rivolta sarebbe stata innescata da ex miliziani ribelli, integrati nelle forze armate dagli accordi di pace, che chiedono una cifra pari a 7.600 euro e una casa ciascuno. Il governo di Yamoussoukro ha convocato un comitato di crisi per fronteggiare la situazione. La ribellione del 2002 era in favore dell'attuale presidente Alassane Ouattara, mentre la parte sud del Paese era controllata dalle forze fedeli all'allora capo dello Stato, Laurent Gbagbo.

Già nel novembre 2014, un'ondata di proteste da parte di militari che rivendicavano il pagamento dei loro salari era partita da Bouakè per raggiungere Abidjan, la capitale economica della Costa d'Avorio, e altre città. La mediazione del presidente Ouattara aveva però calmato la situazione.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS