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Costa d'Avorio: stallo diplomazia, sempre più guerra civile

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 marzo 2011 - 22:02
(Keystone-ATS)

Mentre la diplomazia è in situazione di stallo, si combatte sempre più accanitamente in Costa d'Avorio, dove anche Abidjan è sempre più coinvolta in scontri sanguinosi. Oggi, nella più importante città del paese, milizie di opposte fazioni si sono scontrate proprio nei pressi della residenza privata del responsabile militare di Laurent Gabgbo, il presidente uscente che ha perso le elezioni lo scorso novembre ma che si rifiuta di lasciare il potere al vincitore, Alassane Ouattara, riconosciuto dalla comunità internazionale.

Secondo varie fonti sul posto, i combattimenti e gli scontri a fuoco sono andati avanti per ore ma nessuno azzarda bilanci su morti e feriti. Tuttavia sono decine le persone uccise, ferite, stuprate; migliaia quelle che hanno abbandonato tutto e si dirigono verso il confine con la Liberia in cerca di salvezza. Secondo le Nazioni Unite, sono già 75'000 i profughi che si ammassano in campi di fortuna nel paese confinante.

La crisi scatenata dalle presidenziali del novembre 2010 ha già causato nel "paese dei due presidentI", almeno 400 morti e sta gradualmente scivolando verso la guerra civile. In campo, ci sono i militari che in gran parte appoggiano Gbagbo, le milizie dei sostenitori di Ouattara e gli ex ribelli che tra il 2002 e il 2003 avevano deposto le armi ma ora hanno ripreso a combattere (a favore di Ouattara).

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