Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) deplora i movimenti di protesta avviati questa settimana nel paese dai lavoratori edili.

"Condanniamo queste azioni di sciopero, perché vanno contro il contratto collettivo che prevede l'assoluta pace del lavoro", ha indicato all'ats il presidente centrale Gian-Luca Lardi. "D'altra parte questo non ci mette particolarmente sotto pressione", ha aggiunto.

Il contratto nazionale mantello (CNM) nel settore scade a fine dicembre e la SSIC vuole anch'essa evitare l'assenza di una convenzione. Lardi sottolinea che sono in corso negoziati concernenti i salari 2016 e il finanziamento del pensionamento anticipato a 60 anni. Un discorso a parte è invece il dumping salariale: in questo caso si lavora già a un sistema par migliorare l'applicazione del CNM.

Una mediazione della Segreteria di stato dell'economia (Seco) non è esclusa. L'autorità aveva già avanzato una proposta, accettata dalla SSIC ma non dai sindacati, ha detto Lardi. Questo ha portato l'organizzazione padronale a proporre la proroga dell'attuale CNM.

"Altre sedute sono ancora previste entro la fine di novembre e spero anche in dicembre: se ci sarà un compromesso, non servirà la Seco, altrimenti si potrebbe ricorrere nuovamente all'autorità".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS