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Nei primi tre mesi dell'anno l'attività edilizia ha approfittato dell'inverno mite: il giro d'affari del settore principale della costruzione ha raggiunto i 3,8 miliardi di franchi, il 12,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Le nuove commesse sono cresciute del 9,8%.

Dopo due stagioni invernali rigide, le condizioni meteorologiche sono state "quasi ottimali" durante il primo trimestre di quest'anno, almeno a nord delle Alpi, indica oggi la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC).

Nel ramo dell'edilizia abitativa, il fatturato è aumentato addirittura del 19,2% tra gennaio e marzo. I nuovi ordinativi sono invece leggermente diminuiti (-0,9%). Le riserve di lavoro sono sempre elevate a 3,9 miliardi di franchi, il 7,6% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Per quanto riguarda il genio civile, il giro d'affari è cresciuto del 5,9%, mentre le nuove commesse sono progredite del 2,5%. Stando all'organizzazione padronale, si osserva comunque una "certa riserva" da parte di cantoni e comuni, come si evince dal calo del 14,4% delle riserve di lavoro.

Incertezza politica

Nonostante un tasso di crescita a due cifre, l'edilizia attraversa una fase di consolidamento. I permessi di costruzione hanno infatti subito un calo nel ramo dell'edilizia abitativa nei primi tre mesi dell'anno. Secondo la SSIC, non si prevede tuttavia un crollo dell'attività. Desta semmai preoccupazione soprattutto l'evoluzione politica concernente taluni dossier, come l'iniziativa contro l'immigrazione di massa, la nuova legge sulla pianificazione del territorio e le iniziative cantonali a favore del paesaggio.

Per il momento, il volume dei mandati è buono e corrisponde a un importo di 13 miliardi di franchi. Di conseguenza, nell'anno in corso l'attività dovrebbe attestarsi a un livello analogo a quello del 2013 o registrare un lieve aumento grazie appunto all'inverno mite, rileva ancora la SSIC.

SDA-ATS