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Covid, molto lavoro per protezione giuridica

Fra i problemi sollevati figurano questioni giuridiche in relazione alla presenza sul posto di lavoro. KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2020 - 17:00
(Keystone-ATS)

Dallo scoppio della pandemia di coronavirus gli assicuratori sono stati fortemente sollecitatati da clienti che hanno sottoscritto una polizza di protezione giuridica. Le richieste concernono soprattutto questioni legate a impiego, acquisti online e vacanze.

Nei primi otto mesi del 2020 il principale operatore del ramo, Axa-Arag, ha visto le domande salire di circa il 20%, ha comunicato oggi la casa madre Axa. Nel solo mese di marzo la crescita è stata del 42%.

Il fenomeno è stato osservato anche dal Touring Club Svizzero (TCS). Da marzo il numero di nuovi casi nell'assicurazione protezione giuridica è notevolmente aumentato, ha indicato l'organizzazione all'agenzia Awp. Complessivamente un caso su dieci è ormai legato all'epidemia di Covid-19.

Ad interessare particolarmente la clientela di Axa-Arag, sono stati temi legati al lavoro ridotto, al licenziamento e al telelavoro. Presso il TCS l'argomento numero uno (60% delle domande) sono i viaggi: si va dalla cancellazione di voli ai pernottamenti prenotati presso piattaforme online.

Un forte aumento di dossier concerne gli acquisti su internet. Uno dei problemi più consueti è rappresentato dalla perdita del denaro per merce pagata ma mai consegnata. Frequente è anche il caso di prodotti che non soddisfano le aspettative del cliente. Per evitare che ciò avvenga, gli esperti di protezione giuridica raccomandano di tenersi lontano da negozi online poco seri. Per stabilire l'affidabilità di un sito basta di solito una ricerca nei forum dei consumatori.

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