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Covid: UBA (anziani) dubbi su violenza domestica celata

L'Ufficio svizzero-tedesco per i reclami della terza età UBA l'anno scorso è stato contattato 697 volte. In nessun caso però per violenza domestica, mentre ci si attendeva un aumento nei periodi di restrizioni di movimento. Secondo l'UBA il controllo famigliare reciproco ha impedito segnalazioni. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 marzo 2021 - 20:50
(Keystone-ATS)

Il centro svizzero-tedesco per i reclami della terza età l'anno scorso è stato contattato 697 volte. In nessun caso però per violenza domestica, mentre ci si attendeva un aumento nei periodi di restrizioni di movimento.

L'Ufficio indipendente per i reclami degli anziani (Unabhängige Beschwerdestelle für das Alter, UBA) suppone quindi che qualsiasi segnalazione sia stata impedita dal controllo reciproco dovuto alla presenza costante dei membri della famiglia.

Oltre un quarto delle richieste giunte all'UBA (191) ha riguardato problemi psichici, spesso dovuti alla pandemia di coronavirus. Questi ultimi hanno così superato le difficoltà finanziarie (151 casi), che negli anni passati dominavano la classifica, precisa un comunicato diffuso in serata dall'UBA. In 155 casi si è trattato di questioni di violazione dei diritti fondamentali.

Negli ultimi tre anni, il numero di dossier è aumentato del 36%, aggiunge l'ufficio indipendente per la gestione dei reclami legati alla vecchiaia. In totale nel 2020 ne ha trattati 582. Quattro quinti riguardavano situazioni di conflitto, per il 14% si trattava di violenze (non domestiche), mentre il 5% era costituito da richieste di chiarimento o consulenza.

In 165 casi, che concernevano i settori privato e istituzionale, le questioni erano legate al Covid-19. Nonostante l'ampia campagna d'informazione della Confederazione, agli anziani che sono ricorsi all'UBA mancavano informazioni concrete, oppure nell'abbondanza di informazioni era loro difficile filtrare ciò che stavano cercando, sottolinea il comunicato.

Per mesi ci sono state lamentele sul divieto di visita o di uscire di casa, e più tardi sul regolamento delle visite e sulle possibilità limitate nelle case di riposo e di cura. Si dovuto soprattutto fornire informazioni e consigli ai famigliari.

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