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Covid-19: bimbi-nonni, un abbraccio ok, ma no a custodia

Daniel Koch, mister Covid-19. KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 aprile 2020 - 16:08
(Keystone-ATS)

Nonni e nipotini possono tornare ad abbracciarsi: il rischio di infettarsi è praticamente nullo.

Lo ha ribadito oggi il delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica per il Covid-19, Daniel Koch, sostenendo tuttavia di evitare di affidare in custodia i figli ai nonni poiché il rischio di un mescolamento generazionale sarebbe più elevato.

Subissato oggi di domande dei giornalisti durante la consueta conferenza stampa a livello di tecnici sul coronavirus, sulla scorta di un'intervista rilasciata dallo stesso Koch al mensile per nonni "Grosseltern", il delegato dell'UFSP ha ribadito quanto affermato, ossia che i bambini piccoli praticamente non si infettano con coronavirus né lo trasmettono.

Fino a 10 anni

Koch si basa sul parere espresso da infettivologi degli ospedali pediatrici di Zurigo, Berna e Ginevra. Il pericolo per i gli anziani aumenta con l'aumentare dell'età dei bambini, in particolare a partire da dieci anni. Con adolescenti o giovani tale contatto non è auspicabile, ha puntualizzato.

Tuttavia, ha messo in guardia Daniel Koch, ciò non significa che da oggi i nonni possano ritornare a custodire i nipoti: il pericolo di contagiarsi, magari a contatto coi genitori da cui si è andati a prelevarli, è infatti sempre presente.

Per il delegato Covid-19 dell'UFSP, in ogni caso, per molti nonni il fatto di poter vedere o abbracciare i nipoti è moralmente importante, anzi, "vivono per questo", e non vi è alcun motivo di impedirglielo sapendo che il rischio di infettarsi è praticamente nullo.

Nessun esperimento

In merito alla situazione generale sul fronte epidemico, Koch si è detto rallegrato dalle cifre in continua flessione dei nuovi casi confermati di coronavirus (103 annunciati oggi) e del numero di decessi (16). Si tratta di buone notizie alla luce dei primi allentamenti al semi confinamento entrati in vigore oggi, ha dichiarato.

Tuttavia, per farsi un'idea dell'efficacia dei provvedimenti, bisognerà attendere da 2 a 3 settimane, sperando che i casi non aumentino nel frattempo in maniera drastica. Insomma, "non vogliamo fare esperimenti con questa malattia", ha spiegato koch, che ha difeso l'atteggiamento prudente del Consiglio federale, ossia l'allentamento graduale delle misure di protezione in vigore. Molte cose infatti non si sanno ancora, ha sottolineato il delegato dell'UFSP per il Covid-19.

Mascherine, qualità è importante

Il brigadiere Markus Näf, coordinatore degli acquisti per il Dipartimento federale della difesa, si è invece dilungato sull'importanza dei controlli di qualità per le mascherine igieniche acquistate. Questa settimana è infatti atteso un primo contingente di 20 milioni di mascherine, fissate su 400 palette caricate a bordo di 4 aerei Swiss.

Tali controlli, svolti in Svizzera (laboratorio di Spiez, nel canton Berna) e sul posto, sono importanti dal momento che la farmacia dell'esercito ne acquista in grandi quantità, ossia a partire da 20 milioni di pezzi. Il compito è facilitato poiché in Cina, tra i maggiori fornitori a livello mondiale, solo produttori autorizzati possono esportare questo tipo di materiale.

In genere, ha aggiunto Näf, preferiamo lavorare direttamente con i produttori, invece che con intermediari, anche per poter renderci conto della situazione nelle fabbriche.

Contatti sono stati stabiliti anche con produttori svizzeri di mascherine tessili, lavabili e riutilizzabili. In questo caso si tratterà di mettere a punto criteri che ne garantiscano l'idoneità, ha spiegato Näf, prima di mettere in commercio tali prodotti.

Turismo, meglio in Svizzera

Nel suo intervento, Erik Jakob della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha ricordato l'incontro di ieri tra i rappresentanti del turismo e tre esponenti del Consiglio federale (Alain Berset, Guy Parmelin e Simonetta Sommaruga), servito per fare il punto della situazione e dare una speranza a un ramo economico duramente colpito dalla crisi.

Se la situazione dovesse continuare a evolvere positivamente, dall'11 maggio potrebbero esservi i primi allentamenti per il settore e ulteriori miglioramenti dall'8 giugno. Per il settore era importante ottenere un orizzonte temporale per adeguarsi di conseguenza.

Secondo Jakob è importante che quest'estate sia possibile trascorrere le ferie in Svizzera con tutte le precauzioni del caso. Non sarà in ogni caso un'estate normale. Per la normalità bisognerà attendere almeno il 2022. Quest'estate sarà tuttavia anche una buona occasione per riscoprire il nostro paese.

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