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Covid-19: Trump, in USA saranno 75-100mila morti, vaccino fine anno

Il presidente Donald Trump prevede fino a 100'000 morti negli Stati Uniti per la Covid-19, ma è fiducioso sulla possibilità di avere un vaccino entro fine anno. KEYSTONE/AP/Patrick Semansky sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2020 - 08:21
(Keystone-ATS)

Il presidente Donald Trump prevede fra i 75'000 e i 100'000 morti negli Stati Uniti per la Covid-19 ed è fiducioso sulla possibilità di sviluppare un vaccino entro fine anno. Lo ha detto su Fox, sostenendo che la Cina ha cercato di nascondere la gravità del virus.

"Siamo molto fiduciosi sul fatto che possiamo avere un vaccino" per il coronavirus "entro la fine dell'anno", ha detto Trump. "Non mi interessa chi vince" la corsa al vaccino: quello che importa è avere una cura a breve, ha aggiunto.

"Molti vogliono tornare" alla normalità. "Possiamo aprire l'economia e farlo in sicurezza". "Dobbiamo riaprire in sicurezza ma dobbiamo riaprire velocemente", ha detto ancora dice il presidente degli USA, assicurando che farà di più per gli americani alla prese con difficoltà economiche a causa del coronavirus.

Il presidente americano ritiene poi che gli Stati Uniti cresceranno e cresceranno molto non appena il coronavirus sarà passato. Donald Trump ha di nuovo accusato la Cina di aver derubato dal punto di vista commerciale gli USA per decenni. "Ho fermato" Pechino che "ora ci paga miliardi di dollari".

Trump ha sostenuto di aver salvato "decine di migliaia di vite" con le sue restrizioni alla Cina. Secondo quanto riferito da un funzionario dell'amministrazione ai media americani, Trump ha ricevuto due briefing dall'intelligence sul coronavirus alla fine di gennaio, otto giorni prima che il presidente imponesse alla Cina le restrizioni ai viaggi. Nel primo briefing del 23 gennaio, l'intelligence avvertì Trump che il coronavirus si sarebbe potuto diffondere a livello globale e che molte delle persone infette sarebbero potute morire. Il secondo briefing è stato invece del 28 gennaio, quando Trump ha ricevuto informazioni sul fatto che il virus si stava ormai diffondendo anche se le morti erano concentrate tutte in Cina. A Trump venne inoltre detto che la Cina non voleva condividere i dati.

"Penso che i cinesi" abbiano fatto un errore: "hanno cercato di nasconderlo ma non ci sono riusciti". La Cina ha consentito che il coronavirus si diffondesse "nel nostro Paese e in altri paesi. Xi Jinping è un brava persona ma non sarebbe mai dovuto accadere".

"Ho chiuso il Paese alla Cina. Mi hanno descritto come razzista, come xenofobo. L'intelligence mi ha detto il 23 gennaio" che il coronavirus "sarebbe potuto arrivare ma senza usare toni di minaccia", ha precisato Trump.

Ora intende premere sulle scuole e sulle università affinché riaprano in settembre: "Dobbiamo consentire agli studenti di tornare a scuola".

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