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CPH Chemie + Papier Holding migliora la redditività, pur rimanendo nelle cifre rosse: il fabbricante di prodotti chimici, carta e imballaggi ha registrato nel 2016 una perdita netta di 7,7 milioni, inferiore a quella di 33,1 milioni fatta segnare l'anno precedente.

CPH vuole rendersi indipendente dal franco forte e rafforza quindi la sua presenza in Asia, si legge in un comunicato odierno. Di conseguenza l'anno scorso è stato caratterizzato dall'espansione in questo continente e dal nuovo riposizionamento del settore chimico.

A livello operativo l'azienda è già tornata in zona utili, con un EBIT passato da -21,8 a +5,9 milioni di franchi. L'EBITDA è addirittura triplicato rispetto all'anno prima attestandosi a 36,9 milioni. Il fatturato da parte sua è salito del 3,5% a 434,8 milioni.

Il gruppo ha puntato in particolare sull'ancora piccolo settore di prodotti chimici, che nel 2016 ha raggiunto un volume d'affari di 69,3 milioni di franchi (+10,9%). A contribuire alla crescita sono state soprattutto le nuove sedi di produzione in Cina e Bosnia-Erzegovina. Questo nuovo orientamento sarà concluso nell'anno in corso, ha detto il CEO Peter Schildknecht, citato nella nota.

Per il 2017, Schildknecht si aspetta una crescita ancora positiva, seppure lieve.

SDA-ATS

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