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Il crash dell'aereo da combattimento F/A-18 che lo scorso 23 ottobre ha causato la morte di due persone nei pressi di Alpnach (OW) è da ricondurre a un errore di valutazione da parte del pilota. Questi, sottoposto a una pressione crescente in un momento critico, ha sovrastimato lo spazio di cui disponeva per cambiare direzione, scrive il giudice istruttore militare nel suo rapporto finale pubblicato oggi.

Non è quindi riuscito a concludere la manovra di virata. La giustizia militare ha escluso altre cause: avarie tecniche, problemi di salute del pilota o l'intervento di terzi non entrano in linea di conto. L'incidente non ha alcuna conseguenza penale. L'intera dinamica dell'incidente ha potuto essere ricostruita senza lacune nel quadro di approfondite analisi tecniche, aeronautiche e mediche.

L'incidente era costato la vita al pilota e a un passeggero, un medico dell'Istituto di medicina aeronautica di Dübendorf (ZH). Il 23 ottobre, verso mezzogiorno, due F/A-18 erano decollati dall'aerodromo militare di Meiringen (BE) per un volo nella Svizzera centrale. Il medico in uno dei due aviogetti era incaricato di osservare le modalità di addestramento delle Forze aeree svizzere.

A pochi minuti dal decollo, la pattuglia aerea ha incontrato un fronte di pioggia con nuvole a bassa quota sopra Alpnach. Il capopattuglia ha quindi deciso di tornare a Meiringen e ha avviato una virata. Poco dopo, il velivolo da combattimento si è schiantato contro la parete del Lopper (OW/NW). I due membri dell'equipaggio sono immediatamente deceduti. Il secondo velivolo è tornato senza danni a Meiringen.

SDA-ATS