Il diritto internazionale umanitario (DIU) viene violato troppo spesso.

Coscienti di questo problema, la maggior parte dei Paesi si è dichiarata favorevole all'istituzione di una conferenza di Stati sul diritto internazionale umanitario organizzata a cadenza regolare, che esamini per esempio l'applicazione delle Convenzioni di Ginevra.

Il consigliere federale Didier Burkhalter e il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Peter Maurer hanno aperto oggi la quarta e ultima riunione di Stati sul rafforzamento del rispetto del DIU.

"Oggi i bisogni umanitari sono immensi, non sono mai stati così elevati dalla fine della Seconda guerra mondiale", ha sottolineato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) oggi a Ginevra. Oltre 50 milioni di persone sono rifugiati o sfollati interni.

Durante consultazioni intraprese dalla Svizzera e dal CICR a partire dal 2012, i governi hanno riconosciuto che i meccanismi che servono a far rispettare il DIU sono insufficienti. Burkhalter ha denunciato "le ripetute violazioni delle norme esistenti" e ricordato che gli Stati hanno la responsabilità di rispettare e far rispettare le Convenzioni di Ginevra.

A differenza di altre convenzioni, queste soffrono di "una lacuna istituzionale" poiché non prevedono delle conferenze regolari per esaminare la messa in atto degli impegni presi.

È tempo di rimediare, ha affermato il capo del DFAE. "Bisogna rafforzare l'importanza e la visibilità del diritto umanitario e incitare gli Stati a discutere, in maniera regolare, della sua applicazione", ha spiegato.

Il DIU punta a limitare gli effetti dei conflitti armati, proibendo, tra l'altro, i trattamenti inumani dei prigionieri e gli attacchi alla popolazione civile. Esso contiene inoltre regole per l'accesso all'aiuto umanitario.

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