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Credit Suisse chiuderà anche il primo trimestre in perdita, dopo il maxi-rosso di 5,8 miliardi di franchi degli ultimi tre mesi del 2015: lo ha indicato il CEO Tidjane Thiam in cui ha illustrato il taglio di ulteriori 2000 posti di lavoro.

"Acceleriamo la nostra ristrutturazione", ha affermato il manager franco-ivoriano. Questo ha un costo, ragione per cui è atteso un disavanzo nei primi mesi. Tanto più che il quadro è difficile: Thiam ha parlato di un "livello di attività dei clienti storicamente basso", a causa del crollo del prezzo del petrolio, dei timori per i paesi emergenti come la Cina e del pessimo inizio d'anno per le borse.

A farne le spese è stato fra l'altro anche il titolo Credit Suisse, che dall'inizio del 2016 ha perso il 32% del suo valore. Oggi invece, grazie proprio alla notizia di un forte intervento sui costi, è in progressione: nel primo pomeriggio guadagnava oltre il 2%.

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SDA-ATS