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Cinque ex collaboratori del Credit Suisse non potranno più lavorare nel settore bancario. Lo ha deciso la Federal Reserve americana (FED), dopo aver preso nota che i manager in questione hanno aiutato cittadini americani ad eludere il fisco.

Questa pena accessoria è in relazione diretta con la multa miliardaria inflitta alla seconda banca elvetica per aver violato le leggi fiscali statunitensi.

Secondo la FED, qualora queste persone - tutte residenti in Svizzera - dovessero continuare ad operare per una banca, vi è il rischio di una perdita di fiducia dei clienti nei confronti dell'istituto in questione. Il divieto ha durata indeterminata: contro i cinque bancari sono in corso procedimenti penali negli Usa.

Nel maggio 2014, il Credit Suisse si era dichiarato colpevole di complicità in evasione fiscale negli Usa accettando di pagare una multa di 2,6 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi) alle autorità americane. La sanzione è giunta al termine di un'indagine durata anni e che vede implicati anche altri istituti svizzeri.

La fattura presentata a Credit Suisse è molto più salata di quella subita da UBS, che nel febbraio del 2009 accettò di pagare una multa di 780 milioni di dollari per risolvere una vertenza analoga, senza peraltro dichiararsi colpevole. UBS consegnò inoltre i nomi di clienti sospettati di aver frodato il fisco statunitense.

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SDA-ATS