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Un tribunale di Londra ha accolto la richiesta di estradizione negli Usa di un 39enne americano, ex quadro dirigente di Credit Suisse: il ministero di giustizia di Washington l'accusa di manipolazioni contabili durante la crisi dei subprime. Interessato da un mandato di cattura internazionale l'uomo era stato arrestato in settembre. Può ancora ricorrere contro la consegna alle autorità americane.

Insieme a lui nel febbraio 2012 erano stati incriminati altri due dipendenti di Credit Suisse, che hanno ammesso le loro responsabilità. Il terzetto era stato licenziato nel 2008 dopo la scoperta della frode: la banca si era vista costretta ad operare rettifiche di valore per 2,85 miliardi di dollari, cosa che aveva messo sotto pressione il titolo in borsa.

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SDA-ATS