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BERNA - Oswald Grübel difende i bonus stratosferici che verranno versati fra breve ai top manager di Credit Suisse (CS). Si tratta della ricompensa per coloro che hanno fatto della banca quello che è oggi, afferma l'ex numero uno dell'istituto e attuale presidente della direzione di UBS, in un un'intervista pubblicata da "Sonntag". In modo più critico sullo stesso domenicale si esprime per contro il direttore della FINMA Patrick Raaflaub: a suo avviso il programma di remunerazione di CS è "problematico".
Il piano di bonus a lungo termine "PIP" è stato introdotto da CS nel 2003 e 2004, quando Grübel era presidente della direzione (CEO): il 20 aprile verranno distribuiti quasi 57 milioni di azioni, per un valore di corso attuale che supera i 3 miliardi di franchi. Da solo l'attuale CEO Brady Dougan - nel 2004 capo dell'Investment Banking - si verrà accreditare 1,3 milioni di azioni, per un valore di 70,9 milioni. Denaro che si aggiunge al mega-bonus di 17,9 milioni incassato per il 2009, a fronte di un salario di base di 1,25 milioni.
Per Grübel non vi è nulla da eccepire. Nel 2003 la banca era in difficoltà, ricorda nell'intervista a "Sonntag". L'obiettivo era di tornare a renderla concorrenziale. Nel 2004 e 2005 i vertici ricevettero meno denaro contante, sostituito da un programma di gratifiche con incentivi a lungo termine. "Proprio quello che oggi viene chiesto da tutti", fa notare Grübel.
Qualche mese fa Credit Suisse è stato definito il migliore istituto al mondo e ora - si rammarica il banchiere - si ripiomba in una fase di autoflagellazione. "Nell'attuale atmosfera surriscaldata il successo viene spesso interpretato in modo differente", osserva Grübel.
Meno entusiasta della situazione appare Raaflaub. Il direttore dell'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) ricorda che il programma di bonus di CS è stato avviato quando il corso dell'azione era molto basso: nel frattempo vi è stato un forte effetto leva, che secondo lo stesso Raaflaub è problematico, soprattutto quando il medesimo effetto non agisce verso il basso. I manager di Credit Suisse non hanno infatti acquistato direttamente azioni e non hanno quindi rischiato i loro soldi in eventuali perdite di corso, fa notare il numero uno della FINMA. Per Raaflaub comunque il previsto inasprimento dei requisiti in materia di capitale proprio e di liquidità delle banche avrà un effetto di attenuazione sulle retribuzioni.

SDA-ATS