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Il titolo Credit Suisse è sotto pressione oggi in borsa, con gli investitori che temono rischi importanti in relazione al contenzioso fiscale negli Usa. In mattinata il corso dell'azione perdeva oltre il 3,5%, per poi risollevarsi solo di poco.

Il titolo appare quindi più in difficoltà rispetto altri del comparto, che presentano perdite di circa l'1%, in linea con il mercato generale.

A mettere sul chi vive gli operatori è stato il viaggio - in un primo tempo segreto - di Eveline Widmer-Schlumpf a Washington per incontrare il ministro di giustizia Eric Holder. Ufficialmente è stato detto che al centro dei colloqui vi è stato il programma di americano per chiudere la vertenza fiscale. Secondo la stampa domenicale i vertici di Credit Suisse hanno però chiesto al Consiglio federale di ricorrere al diritto di necessità per autorizzare la consegna di dati bancari.

Sempre secondo notizie di stampa le autorità americane esigono che Credit Suisse si dichiari colpevole di complicità in evasione fiscale. La stampa parla anche di multe che potrebbero raggiungere i 3 miliardi di dollari, più di quanto atteso in precedenza. La banca rischierebbe anche un'incriminazione.

Andreas Venditti, analista capo della banca Vontobel, non crede peraltro che siano fondate le minacce di un'azione penale ventilata dai media americani. A suo avviso le autorità aumentano la pressione per arrivare presto a un accordo favorevole. Una denuncia penale potrebbe comportare per Credit Suisse il ritiro della licenza bancaria negli Usa: ma secondo Venditti bisogna considerare anche che questo passo metterebbe in pericolo oltre 10'000 posti di lavoro. Per lo specialista non si giungerà quindi a un'incriminazione, ma l'importo di 1 miliardo di franchi accantonato per far fronte al caso probabilmente non basterà.

SDA-ATS