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Credit Suisse ha costituito nel terzo trimestre nuovi accantonamenti pari a 280 milioni di franchi per far fronte a dispute giuridiche che riguardano casi ancora irrisolti quali lo scandalo Libor.

Nel suo rapporto finanziario pubblicato oggi la banca afferma anche di essere stata contattata dalle autorità svizzere e americane nell'ambito delle vicende di corruzione che hanno investito la Federazione internazionale di calcio (FIFA).

Credit Suisse, che ha assicurato piena collaborazione, è stata interrogata in merito alle sue relazioni con la FIFA, tra cui alcune "persone" e "entità" citate nel relativo atto di accusa depositato negli USA il 20 maggio. L'inchiesta mira a chiarire se Credit Suisse e altri istituti abbiano consentito transazioni sospette o omesso di osservare le norme antiriciclaggio in vigore.

La vicenda è venuta alla luce in maggio quando a Zurigo sono state arrestate 14 persone, tra cui alti dignitari della FIFA, che dovevano partecipare al 65esimo congresso della Federazione di calcio e che sono sospettate di corruzione. Al centro delle investigazioni vi sono in particolare le condizioni di assegnazione di diverse coppe del mondo.

Credit Suisse, si legge nel rapporto, ha costituito nel terzo trimestre accantonamenti per 280 milioni: cifre precise riguardo alla scandalo FIFA non vengono fornite. A suo giudizio i procedimenti giuridici in cui è invischiata non influiranno minimamente sulla solidità finanziaria del gruppo.

I costi complessivi potrebbero però superare il capitale già messo da parte. Il rapporto finanziario stima le eventuali perdite non coperte dagli accantonamenti in una forbice compresa tra 0 e 1,9 miliardi di franchi. Alla fine del 2014 la banca aveva costituito accantonamenti legati ai costi giuridici pari a 1,02 miliardi, dopo i 2,33 miliardi dell'anno precedente.

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SDA-ATS