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Credit Suisse ha lanciato una vasta campagna pubblicitaria per ribadire la sua strategia di "tolleranza zero" verso l'evasione fiscale.

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Credit Suisse ha lanciato una vasta campagna pubblicitaria sulla stampa europea del week end e di lunedì per ribadire la sua strategia di "tolleranza zero" verso l'evasione fiscale.

In Francia il secondo istituto svizzero ha pubblicato sul "Figaro économique" una doppia pagina pubblicitaria sotto forma di lettera aperta "ai clienti e al pubblico" e annunci simili sono apparsi anche sui giornali anglosassoni.

Credit Suisse nelle inserzioni precisa in particolare che "applica una rigida politica di tolleranza zero". "Se i clienti non forniscono la prova di essere in regola con il fisco, mettiamo fine alla relazione bancaria", indica la pubblicità.

Quanto ai clienti francesi la banca indica di aver "cominciato ad applicare programmi di dichiarazione fiscale volontaria già nel 2013". Nel 2014 "abbiamo messo fine alle relazioni non conformi". I conti dei clienti francesi che non hanno presentato un certificato di conformità fiscale sono stati chiusi.

La settimana scorsa perquisizioni sono state condotte dagli agenti del fisco in Europa e in Australia in una vasta inchiesta di frode fiscale che riguarda in particolare clienti di Credit Suisse e i suoi uffici di Parigi, Londra e Amsterdam.

Le autorità olandesi hanno indicato che le indagini si concentrano su "decine di persone, sospettate di frode fiscale e riciclaggio", che avrebbero "nascosto milioni di euro alle autorità depositandoli su conti aperti presso una banca svizzera", che non viene tuttavia espressamente citata.

Giovedì è stata avviata un'operazione internazionale, coordinata dall'agenzia europea Eurojust, in Olanda, Regno Unito, Germania, Francia e Australia, secondo quanto comunicato dal Servizio olandese di informazione e inchiesta fiscale (FIOD). In Francia la Procura nazionale finanziaria (PNF) ha reso noto che è in corso un'inchiesta giudiziaria per riciclaggio e frode fiscale che ha portato alla luce "diverse migliaia di conti bancari aperti in Svizzera" e non dichiarati al fisco francese.

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SDA-ATS