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Credit Suisse riduce le sue attività di amministrazione patrimoniale in Russia: i conti dei clienti facoltosi dipendenti dalla giurisdizione russa saranno chiusi e gli averi trasferiti in Svizzera.

La sede londinese di Credit Suisse, interrogata dall'agenzia finanziaria awp, ha confermato una notizia della versione russa del sito internet di "Forbes" secondo cui l'istituto intende chiudere le sue attività di "onshore booking", ossia le operazioni di gestione patrimoniale su suolo russo.

Stando a "Forbes" la decisione risale a fine maggio mentre i clienti vengono informati da inizio luglio. Coloro che vogliono rimanere clienti dovranno trasferire gli attivi amministrati in Svizzera.

La misura concerne unicamente la gestione patrimoniale, ma non le attività di consulenza e altri servizi offerti ai clienti residenti in Russia. "Mettiamo termine unicamente alle nostre attività onshore e non all'insieme della banca privata in Russia, ha detto un portavoce di Credit Suisse, secondo quanto riporta awp.

Credit Suisse "intende conservare la sua licenza e continuare a proporre servizi onshore ai clienti istituzionali, commerciali e finanziari, sia internazionali, sia locali, attraverso la sua banca di investimenti". Secondo il portavoce la misura è dovuta a "considerazioni di efficienza operativa" visto il piccolo numero di clienti interessati. In nessun caso sono in gioco problemi di ordine legale o di conformità fiscale.

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SDA-ATS