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Credit Suisse, malgrado solidi risultati nella gestione patrimoniale, ha annunciato oggi per il primo trimestre 2014 un utile netto di 859 milioni di franchi, in calo del 34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La performance è inferiore alle attese degli analisti.

Tra gennaio e marzo i ricavi operativi hanno segnato una flessione dell'8% a 6,469 miliardi, mentre l'utile prima delle imposte è sceso del 22% su un anno a 1,400 miliardi, ha comunicato Credit Suisse. Gli specialisti consultati dall'agenzia economica Awp avevano pronosticato per il periodo in rassegna un risultato netto di 1,088 miliardi, un utile ante imposte di 1,585 miliardi e ricavi per 6,831 miliardi.

"Nel primo trimestre abbiamo generato un rendimento dei fondi propri del 14% nelle nostre attività strategiche, una cifra vicina al nostro obiettivo del 15%", ha fatto sapere il CEO Brady Dougan citato in una nota. "L'attività clientela è stata rallegrante in numerosi settori chiave". La banca "ha generato il più forte afflusso netto di capitali negli affari strategici dal primo trimestre 2011 e sensibilmente aumentato la quota degli attivi sotto gestione dei clienti 'Ultra-High Net Worth'", i clienti più facoltosi.

La divisione banca privata e gestione patrimoniale (Private Banking and Wealth Management) ha registrato un risultato ante imposte in rialzo del 15% a 1,012 miliardi e un afflusso di nuovi capitali di 13,7 miliardi, in rialzo del 14,2% su base annua. L'unità Wealth Management Clients ha approfittato di liquidità per 10,6 miliardi, grazie a un importante apporto in provenienza dall'Asia. L'Europa dell'Ovest ha invece subito un riflusso di 1,6 miliardi, a causa della regolarizzazione degli attivi.

La banca d'affari (Investment Banking) ha dal canto suo registrato un calo dell'utile ante imposte del 36% a 827 milioni, in un contesto di "mercato difficile".

Nel primo trimestre i fondi propri secondo Basilea III erano pari al 14,3%, contro il 15,7% del trimestre precedente. Ad inizio aprile la banca aveva corretto al ribasso i propri risultati, che nel quarto trimestre 2013 evidenziano ora una perdita netta di 476 milioni di franchi, in relazione ad accantonamenti per gli accresciuti rischi fiscali con gli USA.

Credit Suisse si è detta "sulla buona strada" per il raggiungimento dell'obiettivo di abbandono di unità non strategiche, con una riduzione dell'indebitamento di 11 miliardi e il proseguimento degli sforzi per la soluzione della vertenza fiscale con il Dipartimento americano della giustizia. La banca - 45'600 dipendenti - ha anche affermato che continuerà nella strategia di riduzione dei costi pari a 4,5 miliardi entro la fine dell'anno prossimo.

SDA-ATS