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Il Credit Suisse chiede alla giustizia americana di rinviare di alcuni mesi l'esecuzione delle sanzioni che le sono state inflitte dagli Stati Uniti per incitazione all'evasione fiscale. La richiesta è stata inoltrata ieri, riferisce oggi l'agenzia AFP.

La banca spiega che la sua attività lucrativa di gestione di attivi potrebbe soffrire molto se l'accordo concluso con le autorità americane entrasse in vigore come previsto il 12 agosto prossimo.

Il Credit suisse gestisce "vari miliardi di dollari di attivi" di fondi pensione per conto di "oltre un centinaio" di clienti statunitensi, secondo un documento giudiziario.

L'istituto elvetico chiede quindi a un tribunale della Viginia di rinviare questa scadenza almeno sino al primo novembre prossimo, per dargli il tempo di ottenere una deroga del ministero del lavoro, che valuta la qualità di chi gestisce le pensioni.

La banca zurighese alla fine di maggio si è dichiarata colpevole di aver cospirato per aiutare facoltosi clienti americani ad evadere le tasse e ha accettato di pagare 2,6 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi) per chiudere l'indagine avviata dal Dipartimento di giustizia (DoJ).

Ciò ha risparmiato al Credit Suisse ulteriori procedimenti penali, ma, essendosi dichiarato colpevole, per legge i fondi pensionistici dei funzionari dovrebbero interrompere le relazioni commerciali con il CS. L'ostacolo potrebbe essere rimosso da una dispensa rilasciata dal Dipartimento del Lavoro USA; decisione che però richiede tempo, almeno fino a novembre.

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SDA-ATS