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Crediti Covid-19: condono pari a tre affitti per ristorazione

Il settore della ristorazione e del turismo sono stati duramente colpiti dalla chiusura delle attività ordinata dal Consiglio federale. KEYSTONE/PETER SCHNEIDER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 aprile 2020 - 16:50
(Keystone-ATS)

I ristoranti e altri ritrovi non autorizzati ad aprire i battenti dopo il 27 di aprile dovrebbero poter godere di un esonero dal rimborso del credito COVID-19 nella misura di tre pigioni mensili al massimo.

È quanto raccomanda (9 voti a 4) al Consiglio federale la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), secondo cui simile aiuto andrebbe riservato solo ai casi di rigore.

Stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, gli affitti costituiscono un aggravio molto importante per alcune imprese, che difficilmente troveranno un accordo con il proprio locatore. L'esonero proposto consentirà, secondo la commissione, di evitare una serie di fallimenti o di abbandoni precipitosi delle attività.

Condividendo le constatazioni sulla situazione particolare della gastronomia, una minoranza preferirebbe invece una soluzione che implichi anche un contributo da parte dei proprietari.

Un colpo di mano al turismo

La CET-S propone anche al governo un contributo di 27 milioni di franchi a fondo perso a sostegno dei partner di Svizzera Turismo. Poiché i contratti che vincolano i partner turistici e Svizzera Turismo per le campagne dell'anno 2021 sono conclusi nel corso del primo semestre 2020, questo versamento è urgente.

La Commissione rinnova la sua richiesta all'esecutivo di sostenere, coordinandosi con i Cantoni, una campagna di promozione destinata alla clientela indigena non appena l'allentamento delle misure di confinamento consentirà di riprendere le attività del tempo libero e di vacanza allo scopo di rafforzare il turismo di prossimità e di garantire il rilancio economico del settore, duramente toccato dalla crisi sanitaria.

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