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Non piace ai partiti borghesi il limite di spesa di 18,8 miliardi proposti dal Consiglio federale per l'esercito fra il 2017 e il 2020. UDC, PLR e PPD intendono battersi in parlamento affinché il budget destinato alla difesa sia di 5 miliardi all'anno.

20 miliardi sono "il minimo assoluto" per garantire la sicurezza del Paese, "confrontato con flussi migratori imprevedibili", rileva in una nota l'UDC. Se il 7 marzo il Consiglio degli Stati non dovesse portare a 20 miliardi il credito quadriennale, il partito boccerà il progetto di riforma.

Anche il PLR insiste su un credito di 20 miliardi, ha indicato la portavoce Aurélie Haenni. Il mantenimento di un esercito efficiente è una priorità della formazione politica e oltretutto il Dipartimento federale della difesa ha già dovuto risparmiare a sufficienza negli ultimi anni, ha ricordato Haenni. Il PLR si batterà pertanto affinché venga confermato questo importo in parlamento.

Il PPD ha già reso noto lo scorso autunno di essere favorevole a un esercito di 100'000 unità. Un credito di 5 miliardi all'anno garantisce un buon equipaggiamento dell'esercito, ma anche un suo mantenimento in futuro, rileva il partito in un comunicato.

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SDA-ATS