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BAK Basel corregge nettamente al rialzo le sue previsioni di crescita dell'economia svizzera: quest'anno il prodotto interno lordo (Pil) aumenterà dell'1,6%, contro il +1,0% previsto nell'analisi di luglio.

Per il 2017 è atteso un +1,7% (contro il precedente +1,5%), mentre per il 2018 la stima rimane ferma al +2,0%.

Per spiegare il loro orientamento più ottimistico riguardo a quest'anno, gli economisti dell'istituto di ricerca renano sottolineano in un comunicato odierno la crescita "sorprendentemente forte" registrata nel primo semestre, in particolare a livello di esportazioni. Per la seconda parte dell'anno prevedono però una velocità meno elevata.

Come noto una settimana fa la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha fornito dati del Pil relativi al secondo trimestre che hanno sorpreso gli esperti: +0,6% rispetto ai primi tre mesi dell'anno e +2,0% su base annua.

Secondo BAK Basel "la storia di successo della Svizzera" continuerà anche nei prossimi anni: sia nel 2017 che nel 2018 la Confederazione presenterà tassi di crescita superiori a quelli dell'Eurozona. A patto però che non vi sia un disaccordo con l'Ue circa il mantenimento dei bilaterali.

Per l'istituto di Basilea la situazione attuale è rallegrante: a partire dalla fine dell'anno scorso hanno nettamente accelerato le esportazioni di beni, grazie in particolare all'espansione del segmento farmaceutico. Ma anche in molti altri rami si è vista una timida ripresa, che si è confermata anche in luglio, dove solo l'orologeria è apparsa in arretramento.

Ciò nonostante vi sono anche comparti in cui si fa sentire il franco forte e lo scarso dinamismo dell'economia mondiale. Nel primo semestre la prudenza ha in particolare interessato gli investimenti. Vi sono inoltre fattori di incertezza legati all'applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa e alla riforma dell'imposizione delle imprese. Anche il mercato del lavoro evolve debolmente.

Considerati questi fattori BAK Basel si aspetta tassi di crescita inferiori negli ultimi due trimestri (+0,3% e +0,4%), ma un'accelerazione graduale nei due anni successivi. Questa evoluzione sarà favorita dall'indebolimento del franco, che entro la fine del 2018 scenderà a 1,15 franchi per un euro, dal rinnovato vigore degli investimenti, una volta archiviate le insicurezze legate per esempio al mandato costituzionale sull'immigrazione, e per finire da una moderata ripresa dell'economia mondiale.

Gli specialisti basilesi si aspettano una disoccupazione al 3,4% sia nel secondo semestre che nel 2017. Nel 2018 il tasso dei senza lavoro dovrebbe poi scendere al 3,2%.

A livello di tassi, la Banca centrale europea dovrebbe lasciare immutata la sua politica espansiva ancora fino al 2019. Sino alla fine del 2018 BAK Basel non si aspetta quindi alcuna stretta monetaria da parte della Banca nazionale svizzera.

I tempi del rincaro negativo sono invece finiti: soprattutto all'inizio del 2017 bisogna attendersi prezzi dell'energia e dei carburanti nettamente in progressione.

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SDA-ATS