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BAK Economics rivede leggermente al rialzo le previsioni per il futuro dell'economia svizzera: l'istituto economico renano si attende che il prodotto interno lordo nel 2018 salga del 2,4%, invece del 2,3% pronosticato in precedenza.

Per l'anno in corso la stima rimane per contro ancorata al +1,0%.

La solida congiuntura mondiale e l'indebolimento del franco sosterranno il commercio estero, mentre l'ottimismo palesato dalle imprese dovrebbe stimolare gli investimenti, spiega BAK in un comunicato odierno. Il calo della disoccupazione e la progressione dei salari reali dovrebbero da parte loro sostenere la spesa delle economie domestiche.

L'istituto prevede un tasso di senza lavoro del 3,2% nel 2017 e del 3,0% nei dodici mesi seguenti, mentre la crescita dei consumi privati è vista rispettivamente all'1,3% e all'1,6%.

Con i suoi pronostici, BAK è in linea con le previsioni di altri economisti, ma appare più prudente in materia di politica monetaria: gli esperti basilesi si aspettano un rialzo dei tassi direttori solo a partire dal 2020, mentre molti altri specialisti ritengono che la stretta avverrà fra la fine del 2018 e l'inizio del 2019.

Riguardo alle divise, il franco è visto a 1,18 nel 2018.

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SDA-ATS