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Il Cremlino continua a corteggiare i tatari di Crimea, una minoranza musulmana (12% della popolazione) che in gran parte ha boicottato il referendum per l'annessione alla Russia ed intende ora avere un territorio autonomo nella penisola.

Oggi il presidente russo Vladimir Putin ha promesso di esaminare con attenzione alcune richieste dei tatari crimeani, tra cui quella di essere riabilitati dopo le deportazioni staliniane al termine della seconda guerra mondiale.

A farsi portavoce di queste istanze è stato Rustam Minnikhanov, presidente della repubblica autonoma russa (a maggioranza musulmana) del Tatarstan, che ha sollecitato l'applicazione ai tatari di Crimea della legge russa del 1991 sulla riabilitazione dei popoli repressi, che comporta anche delle compensazioni economiche. Una legge che Kiev non ha mai adottato. Putin ha promesso anche infrastrutture sociali per la comunità tatara, come scuole, asili.

SDA-ATS