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Le autorità devono rispondere di un eventuale crimine commesso da un pregiudicato recidivo. È quanto prevede l'iniziativa popolare "Responsabilità per la recidiva di criminali sessuomani o violenti" presentata l'8 aprile scorso, indica oggi il Foglio federale, dove si precisa che il testo rispetta le esigenze legali. La raccolta delle 100 mila firme può quindi cominciare. Ciò vale anche per l'iniziativa, inoltrata sempre a inizio aprile dallo stesso comitato, che intende istituire un registro centrale per la valutazione dei criminali "sessuomani e violenti".

La validità delle due iniziative verrà esaminata dall'Assemblea federale solo in un secondo tempo, ossia in caso di riuscita formale.

Nel comitato promotore della prima iniziativa figurano 8 persone; in testa alla lista si trova Anita Chaaban, già promotrice dell'iniziativa sull'internamento a vita dei criminali pericolosi e violenti non curabili accettata alle urne nel 2004.

L'articolo costituzionale proposto dal comitato prevede che "l'autorità competente risponda dell'eventuale recidiva del criminale che al momento della condanna è considerato pericoloso e a rischio di recidiva e che viene liberato anticipatamente mentre è detenuto, internato o soggetto a un'altra misura oppure che ottiene un congedo o beneficia di una misura che lo autorizza a lasciare lo stabilimento in cui è collocato".

In particolare, in caso di decisione errata, alla vittima e ai suoi congiunti deve essere riconosciuta un'indennità e una riparazione del torto morale adeguate. Se, in seguito a una decisione sbagliata, una persona perde la vita, subisce lesioni gravi o è vittima di violenza carnale, coloro che hanno autorizzato la liberazione anticipata, il congedo o la misura grazie alla quale il criminale ha potuto lasciare lo stabilimento devono essere licenziati.

SDA-ATS