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L'Esposizione Universale di Milano 2015 non genererà alcuna situazione straordinaria in materia di sicurezza. È quanto si legge in un rapporto del Consiglio federale in risposta a un postulato del consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI).

Stando al parlamentare ticinese, assieme alla massa di visitatori (ne sono stimati oltre 20 milioni) l'evento attirerà anche persone con intenzioni meno nobili: dalla piccola criminalità (borseggiatori, ecc) alla grande delinquenza (terrorismo, violenza organizzata, criminalità finanziaria).

Questa presenza sarà percettibile anche in Ticino, considerata la prossimità geografica e la via d'accesso da nord lungo l'asse del San Gottardo, sia su strada che su ferrovia. Inoltre, anche il Vallese e i Grigioni saranno direttamente interessati dall'evento.

Secondo il rapporto pubblicato oggi, "i rischi" per la sicurezza nelle regioni di confine durante lo svolgimento dell'Expo 2015 "sono stati individuati e possono essere contrastati facendo ricorso alle ordinarie strutture di sicurezza". Né i cantoni di frontiera interessati né il Corpo delle guardie di confine sono pertanto chiamati a dotarsi di un dispositivo straordinario per la durata dell'evento.

Dal documento emerge inoltre che il coordinamento in materia di sicurezza nella regione transfrontaliera sarà garantito innanzitutto dal Centro di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) di Chiasso, gestito a livello bilaterale tra Svizzera e Italia.

"Al suo interno è stata istituita una task force incaricata di diffondere le informazioni e di coordinare tutte le misure che occorrerà adottare prima, durante e dopo la conclusione dell'Esposizione Universale", conclude il rapporto.

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SDA-ATS