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Crimini guerra: Naser Oric, Berna autorizza estradizione in Bosnia

L'Ufficio federale di giustizia ha autorizzato, nel quadro di una procedura semplificata, l'estradizione verso la Bosnia Erzegovina di Naser Oric, ex comandante delle forze bosniache musulmane di Srebrenica arrestato il 10 giugno alla dogana di Thônex-Vallard (GE).

La data di consegna del 48enne, accusato dalla Serbia di crimini di guerra e contro l'umanità, non è stata divulgata per ragioni di sicurezza e di protezione della personalità.

L'ordine di carcerazione poggiava su una domanda d'arresto delle autorità di Belgrado, ricorda in una nota l'UFG. Tuttavia, parallelamente alla Serbia, all'inizio della settimana anche la Bosnia ha presentato una domanda di estradizione, facendo valere un un procedimento per crimini di guerra contro la popolazione civile aperto nei confronti di Oric già nel 2009.

Nell'audizione successiva all'arresto, l'accusato ha dichiarato di opporsi all'estradizione in Serbia e ha acconsentito invece alla richiesta bosniaca, spiega l'UFG. Quest'ultimo ha pertanto potuto autorizzarla senza indugio con procedura semplificata, dando priorità alla Bosnia conformemente ai criteri fissati nella Convenzione europea di estradizione. Infatti, precisa l'UFG, "i reati su cui si fondano le due domande d'estradizione sono stati commessi in Bosnia e Erzegovina e Oric è cittadino di questo Stato".

Le autorità di Belgrado sospettano Oric e altri membri delle forze bosniache musulmane di ripetuti attacchi a villaggi serbi nella zona di Srebrenica, avvenuti tra il 1992 e il 1995, nell'intento di scacciare la popolazione civile serba ricorrendo a intimidazioni, torture e omicidi. Il mandato di cattura citava l'attacco al villaggio di Zalazje del 12 luglio 1992, costato la vita a nove persone.

Nel 2006 il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia aveva condannato Oric a due anni di carcere riconoscendolo colpevole di violazione dei propri obblighi di superiore per non aver impedito l'omicidio e il maltrattamento di prigionieri serbi a Srebrenica. Nel 2008 la corte d'appello lo aveva però assolto da tutte le accuse per mancanza di prove.

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