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Crisi: Cina abbassa tiro, in 2012 crescita contenuta

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 marzo 2012 - 13:45
(Keystone-ATS)

La Cina ha fissato il suo livello "ideale" di crescita per il 2012 al 7,5%, il tasso più basso degli ultimi otto anni, spingendo verso il basso i mercati finanziari asiatici. L'annuncio del premier Wen Jiabao, che oggi ha tenuto agli oltre tremila delegati dell'Assemblea Nazionale del Popolo (o Npc, la versione cinese di un parlamento) un rapporto inspirato alla prudenza e al timore di ripercussioni negative sull' economia del Dragone della stagnazione in Europa e negli Usa, i principali mercati delle esportazioni cinesi.

"I nostri obiettivi - ha affermato il premier - sono quelli di promuovere una crescita economica robusta, di mantenere i prezzi stabili e di vigilare contro i rischi finanziari mantenendo la circolazione di moneta e l' offerta di credito a livelli appropriati, con un approccio prudente e flessibile". Wen ha indicato nel 4% il livello entro il quale il governo vorrebbe mantenere l'inflazione (oggi molto più alta, soprattutto per quanto riguarda i generi alimentari). Per far questo, le misure di contenimento della "bolla" del mercato immobiliare rimarranno in vigore mentre il tasso di cambio dello yuan - pomo della discordia con molti partner commerciali, in primo luogo gli Usa - verrà mantenuto "sostanzialmente stabile". Wen Jiabao ha parlato anche del debito delle amministrazioni provinciali. "Rafforzeremo - ha detto - la supervisione del debito dei governi locali e vigileremo contro i rischi (che presenta). Indagheremo ulteriormente e regoleremo l' attività delle compagnie finanziarie gestite dai governi locali".

Il governo individua nell'aumento dei consumi interni uno dei suoi obiettivi centrali, ha proseguito Wen. Gli economisti sottolineano che il tasso di crescita "ideale" è più un livello sotto al quale non scendere che un "tetto" da non superare. Non per niente il tasso dell' 8% è stato largamente superato in tutti gli otto anni passati, compresi il 2008 e il 2009, segnati dalle conseguenze della crisi finanziaria internazionale. La crescita è stata "tirata" dagli investimenti pubblici nelle infrastrutture e dagli interventi speculativi sul mercato immobiliare ed ha avuto come protagoniste le grandi imprese pubbliche, controllate direttamente dalle lobby legate al Partito comunista e all' Esercito Popolare di Liberazione. Un riequilibrio dell'economia che privilegi i consumi delle classi medie con investimenti pubblici in settori come il welfare e l'istruzione deve passare attraverso un ridimensionamento dei settori privilegiati. Una manovra resa estremamente difficile dal processo, in pieno svolgimento, del passaggio di poteri da Wen Jiabao e dal presidente Hu Jintao alla nuova generazione di dirigenti comunisti, che non sarà completato fino alla primavera del 2013.

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