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Il Credit Suisse promuove le riforme del premier Matteo Renzi e scommette sull'Italia, unico Paese il cui mercato azionario va rivalutato in una Periferia dell'Eurozona su cui non è il momento di insistere.

In un relazione dedicata alle mosse della BCE e agli impatti sui vari Paesi, la grande banca elvetica adotta quello che definisce un "controverso overweight" sull'Italia, motivato con "segnali di riforma" più accentuati che in altri Paesi e con valutazioni azionarie "meno care" che altrove.

"Riteniamo che per l'Italia il mercato abbia sottovalutato il potenziale di ripresa" si legge nel report, che mette in luce come la Penisola abbia "una leva aggregata bassa fuori dalla norma", "un grande avanzo di bilancio primario" e un costo del lavoro "inferiore a quello di Irlanda, Germania e Francia".

A chi attacca il QE della BCE, sostenendo che potrebbe offrire un alibi per non fare le riforme, Credit Suisse replica definendo "ingiustificato" il timore. Secondo il CS, la prova sono proprio le misure adottate dal governo Renzi, dalla riforma dell'articolo 18 alla riduzione del costo del lavoro per i neoassunti.

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SDA-ATS