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Crisi: George Soros, colpa dei rinvii del governo tedesco

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 agosto 2011 - 09:17
(Keystone-ATS)

Una situazione che sta diventando "intollerabile", con le autorità che cercano di "prendere tempo" e una "crisi che sta raggiungendo l'apice". A sostenerlo è George Soros, il filosofo e imprenditore ungherese naturalizzato statunitense, analizzando lo stato di crisi dalle colonne del quotidiano italiano Il Sole 24 Ore.

Secondo Soros - che addebita il principio della crisi alla cancelliaria tedesca Angela Merkel quando all'ombra del fallimento della Lehman Brothers "pretese che la garanzia contro ulteriori default fosse fornita non dalla Ue ma da ogni Stato membro separatamente" - la Germania dovrebbe evitare il collasso dell'euro anche perchè sono stati "i rinvii tedeschi ad aggravare la crisi greca e a causare il contagio che l'ha trasformata in una crisi esistenziale dell'Europa".

Se ciò non avvenisse - scrive - "Spagna e Italia finiranno inesorabilmente in programmi di salvataggio". I governi dell'eurozona - spiega il filantropo ungherese - hanno "intrapreso dei passi importanti" ma "evidentemente non hanno fatto abbastanza per rassicurare i mercati".

I ministri europei - afferma riferendosi all'ultima riunione del 21 luglio scorso - "hanno varato una serie di mezze misure". Ed intanto "iniezioni di liquidità da parte della Bce sono l'unico modo per evitare che il prezzo dei titoli del Tesoro di vari Paesi europei collassi".

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