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Crisi: Grecia; sondaggio, più del 77% vuole l'euro

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 gennaio 2012 - 11:17
(Keystone-ATS)

Più di tre quarti dei greci vuole che il Paese rimanga nell'eurozona, mentre il governatore della Banca di Grecia, Giorgos Provopoulos, ha avvertito che la Grecia subirebbe "un impatto terribile" se dovesse tornare ad utilizzare la vecchia valuta, la dracma.

Un sondaggio condotto dalla Kapa Research e pubblicato sabato ha dimostrato che il 77,2% dei greci vuole continuare ad avere nelle tasche l'euro, mentre un'altra forte maggioranza chiede al governo di essere più esigente nei negoziati con i creditori internazionali dopo le prossime elezioni anticipate.

Poco più di due su cinque (40,1%) degli intervistati vuole che il premier, Lucas Papademos, rimanga nel suo incarico se dalla elezioni non uscirà un chiaro vincitore.

Venerdì scorso, Provopoulos aveva definito "terribile" l'eventualità per il Paese di tornare alla dracma, mettendo in guardia sul fatto che ciò provocherebbe una scarsità di approvvigionamenti di carburante, di materie prime e prodotti agricoli, mentre le scuole e gli ospedali, e il settore pubblico in generale, avrebbero seri problemi per funzionare correttamente.

"Il ritorno alla dracma ci riporterebbe indietro agli Anni '50", ha detto Provopoulos secondo cui anche le forze armate e la polizia avrebbero problemi ad utilizzare i loro veicoli per la mancanza di carburante.

"Il semplice fatto che il governatore della Banca Centrale si sia sentito costretto a mettere in guardia sulle conseguenze di un ritorno alla dracma - fa notare il quotidiano Kathimerini - è indicativo del punto cui sia giunto il dibattito sulla questione".

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