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Crisi: Juncker, Efsf e Bce pronti acquisto bond paesi deboli

Il presidente dell'eurogruppo Jean-Claude Juncker ha confermato che l'eurozona, insieme al Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf) e alla Banca centrale europea (Bce), si sta preparando ad acquistare, qualora si rendesse necessario, titoli di Stato di Paesi in difficoltà.

"Su questo non ci sono dubbi", ha detto in un'intervista alla Sueddeutsche Zeitung. Per il primo ministro del Lussemburgo "è ancora da definire cosa faremo esattamente e quando", decisione che "dipenderà dallo sviluppo dei prossimi giorni e da quanto dovremo agire rapidamente".

Con una critica durissima, Juncker accusa poi Berlino di piegare gli interessi dell'Ue a ragioni di politica interna: "Perchè si permette il lusso di fare continuamente politica interna su questioni che riguardano l'Europa? Perchè tratta l'eurozona come una sua filiale?", ha detto alla Sueddeutsche Zeitung.

Per il primo ministro lussemburghese occorre inoltre guardarsi dal populismo nella discussione sulla permanenza di Atene nell'euro. "Non si dovrebbe discutere l'ipotesi dell'esclusione della Grecia dall'eurozona solo per sostenere un argomento di politica interna da quattro soldi", ha poi detto Juncker, attaccando ancora la Germania, nell'intervista che pubblicherà domani il quotidiano di Monaco.

"Se tutti e 17 i governi (della moneta unica) facessero lo stesso, cosa rimarrebbe di quello che ci accomuna?", si è chiesto infine polemicamente il presidente dell'Eurogruppo.

Per Juncker, il posto di capo dell'eurogruppo, che attualmente presiede, deve essere occupato a tempo pieno da una personalità del calibro del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble.

L'esperienza mostra, ha detto nell'intervista alla Sueddeutsche Zeitung, "che abbiamo bisogno di un ministro delle Finanze europeo. Deve essere una personalità eminente, in grado di bloccare i piani di bilancio" dei Paesi membri se necessario.

Schäuble ha tutte le caratteristiche che richiede l'incarico, ha aggiunto Juncker, ma deve passare per un "processo di legittimazione popolare". Per il lussemburghese, non tutti i ministri delle Finanze coinvolti saranno d'accordo ad affidare l'incarico a una personalità che se ne possa occupare a tempo pieno, "perchè pretendono che il capo dell'eurogruppo sia radicato nella politica nazionale".

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