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Crisi: Obama-Lagarde, aiutare ripresa; Fed, sta a politica

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2011 - 10:18
(Keystone-ATS)

La politica deve fare la sua parte a sostegno dell'economia. Ben Bernanke da Jackson Hole non segnala nuove e più accomodanti misure di politica monetaria, rimandato a settembre. Ma tira la palla - riporta il Wall Street Journal - a Washington, ricordandole la necessità di politiche che affrontino i problemi strutturali. E non le risparmia critiche: la lotta sull'aumento del tetto del debito ha danneggiato i mercati e l'economia. "Al paese servirebbe un processo decisionale migliore".

Il presidente Barack Obama e il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, sono d'accordo sulla necessità di politiche che spingano la crescita nel breve termine assicurando il risanamento fiscale nel medio-termine. La conversazione fra Obama e Lagarde è stata la prima da quando Lagarde è direttore generale del Fmi. Lagarde interverrà domani a Jackson Hole, dove interverrà anche il presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Jean-Claude Trichet.

"Il discorso di Bernanke segnala che il Congresso agisca: servono politiche a sostegno della crescita" afferma il numero tre dei democratici in Senato, Charles Schumer. "Molte delle politiche economiche a sostegno una forte crescita economica sono fuori dalla sfera della banca centrale" evidenzia Bernanke. "La stabilità economica e finanziaria va raggiunta mettendo la politica fiscale degli Stati Uniti su una strada sostenibile che assicuri un debito almeno stabile o in calo".

Le politiche di risanamento non devono però mettere a rischio la ripresa: "politiche che sostengono la crescita nel breve termine possono aiutare a raggiungere gli obiettivi di lungo termine". Bernanke è preoccupato per la disoccupazione di lungo termine, che potrebbe lasciare sull'economia "profonde cicatrici". Obama terrà il prossimo 5 settembre a Detroit, un importante discorso sull'occupazione e - secondo indiscrezioni - potrebbe usare il discorso per imprimere un nuovo corso alla politica di Washington e a fissare l'agenda per il mercato del lavoro.

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