Navigation

Crisi: S&P non affonda Borse

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 dicembre 2011 - 20:03
(Keystone-ATS)

I mercati assorbono senza troppi isterismi la minaccia di Standard & Poor's di un taglio a catena dei rating dei Paesi dell'Eurozona. I listini azionari del Vecchio Continente hanno chiuso la seduta in ordine sparso, recuperando nel pomeriggio parte delle perdite segnate in mattinata, mentre sul mercato dei titoli di Stato non si sono registrate eccessive tensioni, nonostante l'indebolimento dell'euro sul dollaro.

Mentre Londra, Madrid e Zurigo hanno terminato le contrattazioni appena sopra la parità, le altre borse hanno limitato i cali entro il mezzo punto percentuale, con l'eccezione di Francoforte (-1,27%), appesantita dal crollo di Metro (-14%) per via del taglio delle stime della catena di grande distribuzione e dell'utility Rwe (-7,2%) sottoposta a un aumento di capitale da 2,8 miliardi.

Poco mossi anche gli spread tra titoli di Stato dell'Eurozona e bund tedeschi, con l'Italia, il Belgio e il Portogallo che hanno recuperato qualche punto base di differenziale e la Francia e la Spagna che 'hanno allargatò un pò rispetto ai titoli di Berlino. A fine seduta lo spread Btp-Bund si è attestato a 368 punti con i rendimenti dei nostri decennali che restano sotto il 6%.

Nella tarda serata di ieri Standard & Poor's aveva messo sotto osservazione il rating di 15 Paesi europei, minacciando il downgrade nel caso in cui dal summit dei leader europei, in programma per l'8 (giorno in cui si riunirà anche la Bce per decidere sui tassi e su eventuali ulteriori misure di politica monetaria) e il 9 dicembre, non dovessero uscire misure convincenti per circoscrivere la crisi dei debiti sovrani.

In gioco, tra l'altro, c'è la "Tripla A" di Paesi coma la Francia e la Germania ma anche quella del Fondo Efsf, il fondo Salva-stati che - ha spiegato oggi S&P - potrebbe perdere il rating 'AAÀ se analoga sorte dovesse toccare a uno dei Paesi garanti. La minaccia del maxi-downgrade dell'Eurozona coinvolge 8.100 miliardi di euro di titoli di Stato.

Nonostante l'avvertimento dell'agenzia di rating gli investitori non si sono fatti prendere dal panico. Da un lato perchè le considerazioni di S&P, secondo alcuni analisti, sono in gran parte già prezzate dai mercati. Ma anche perchè gli investitori continuano a essere fiduciosi sul fatto che l'incontro che il vertice europeo si chiuda con l'adozione di misure coraggiose.

E proprio il monito di S&P, ragiona il mercato, potrebbe spingere i leader europei a non perdere altro tempo, un pò come quando l'agenzia spinse il Congresso americano a trovare una soluzione al problema del tetto del debito Usa. Lo stesso ministro delle Finanze tedesco, Wolfgand Schaeuble, ha detto che la mossa di S&P potrebbe spingere i leader europei "a fare quello che abbiamo promesso, cioè assumere le necessarie misure per ripristinare la fiducia".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.