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BELGRADO - Scioperi e proteste sindacali caratterizzano in Serbia la ripresa dell'attività lavorativa dopo il lungo periodo di festività e ponti di fine anno.
In molti casi alla base della protesta vi è il mancato pagamento dei salari, un fenomeno che - accentuato dalla crisi economica globale - si protrae spesso da molti mesi.
Particolarmente critica la situazione a Kursumlija, nel sud del paese, dove alcune migliaia di lavoratori di due aziende (una del settore del legno, l'altra dell'abbigliamento) bloccano da una settimana con ruspe e barricate l'autostrada che porta a Pristina, in Kosovo.
Scioperi sono in corso anche in una raffineria di Pancevo, importante centro industriale alle porte di Belgrado, e a Novi Sad (nord), dove i dipendenti dei servizi pubblici cittadini protestano contro una riduzione del 10% degli stipendi.

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SDA-ATS