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Crisi: Spagna pesa su spread, ma Wall Street salva Borse

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 aprile 2012 - 20:02
(Keystone-ATS)

Spread ancora in tensione sui timori di una recrudescenza della crisi del debito dell'eurozona. L'esito dell'asta spagnola di ieri, con sottoscrizioni per 1 miliardo in meno rispetto alle attese, ha penalizzato ancora oggi i titoli di stato.

I Bonos di Madrid, per la prima volta dallo scorso dicembre, sono saliti sopra ai 400 punti base (402,2 per l'esattezza), i Btp decennali italiani si sono portati a 371,7 punti e le Oat francesi sono arrivate a 125,4 punti. Hanno resistito invece le Borse, che si preparano al lungo ponte pasquale, favorite dal lieve rialzo di Wall Street: Londra ha guadagnato lo 0,35%, Parigi lo 0,19% e Milano ha ceduto lo 0,2%, dopo essere scivolata più in basso nella prima parte della seduta e risalita fino alla parità sul finale. In lieve calo invece Francoforte (-0,13%).

A livello macroeconomico gli investitori non hanno certo gradito le indicazioni dell'Ocse sul Pil italiano, che nel 4/o semestre è calato dello 0,7%, trainato al ribasso dalla contrazione dei consumi (-0,4%) e da un effetto di stock negativo (-0,4%).

Il dato globale italiano è stato il peggiore tra i Paesi del G7 ed è risultato essere inferiore anche alla media Ocse (0,2%), in rallentamento rispetto al +0,6% segnato nel trimestre prima. Non ha aiutato il calo del Pil tedesco (-0,2%), controbilanciato però dallo speculare rialzo della Francia (+0,2%) e degli Usa (+0,7%). Ha pesato poi la battuta d'arresto segnata dalla produzione industriale tedesca, che a febbraio ha mostrato un calo dell'1,3% su base mensile, a fronte di una contrazione dello 0,5% attesa dagli analisti.

Una situazione di debolezza oggettiva, che ha pesato anche sull'euro, giunto oggi alla terza contrazione consecutiva rispetto al dollaro. La moneta unica si è mantenuta poco sopra quota 1,3 dollari, una soglia che però, secondo gli analisti di I&G Markets, potrebbe essere varcata già domani, qualora i dati sul lavoro Usa dovessero sorprendere positivamente il mercato.

Sul fronte azionario, oltre al clima di attesa per la stagione delle trimestrali americane, non sono passati inosservati i segnali positivi provenienti sempre da Oltreoceano. A marzo i licenziamenti negli Usa si sono ridotti dell'8,8%, mentre sono diminuite di 2.000 unità le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e le richieste continue sono risultate inferiori alle attese per 12.000 unità. In crescita (+4,1%) anche le vendite nei negozi aderenti a catene commerciali.

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